È tempo di infilare i pattini!

Alcuni lo amano perché «sa di inverno», per altri è un must durante le gite aziendali e altri ancora lo praticano come hobby per passione. Dove sta il fascino del pattinaggio su ghiaccio? Ce lo racconta Michela Streich.

Signora Streich, lei è stata campionessa di pattinaggio artistico su ghiaccio in Turgovia e ora ha scelto di dedicarsi all’insegnamento per avvicinare i più piccoli a questa disciplina. Dove sta il fascino del pattinaggio su ghiaccio?
Per me il pattinaggio su ghiaccio è uno degli sport più belli che esistano perché stimola e mette alla prova chi lo pratica sotto diversi aspetti. Oltre agli ingredienti di base come la forza, la resistenza, l’agilità e la velocità, richiede anche una spiccata coordinazione in termini di capacità di reazione, senso del ritmo, equilibrio e orientamento.

In che cosa consiste l’arte del pattinaggio su ghiaccio?
Nell’offrire prestazioni di altissimo livello con eleganza e portamento.

Quando ha cominciato a pattinare?
È stato davvero tanto tempo fa. Ricordo sempre con piacere di quando mio padre ci portava a pattinare la domenica mattina. A cinque anni sono salita sui pattini per la prima volta e a sei mi sono iscritta a un corso di pattinaggio su ghiaccio.

Perché proprio il pattinaggio su ghiaccio?
Non stavo mai ferma, sono sempre stata una tipa vivace. Andavamo a nuotare, a pattinare e a fare tante altre attività. Muovermi sul ghiaccio, però, era la cosa che mi piaceva di più, per cui io e mia sorella ci siamo iscritte a un corso per imparare le basi.

E lei ha continuato
La mia insegnante si è accorta subito che avevo più potenziale e i miei genitori hanno acconsentito a farmi prendere lezioni private. Grazie alla mia volontà di ferro, alla mia disciplina e al sostegno dei miei genitori, in poco tempo ho fatto enormi progressi. In inverno, quindi, il mio programma prevedeva allenamenti quotidiani, gare e prove.

E le è anche capitato di vivere lo stato di flow?
Era una sensazione che provavo molto verosimilmente a ogni allenamento. Ogni volta che non capivo bene un elemento o che non ero soddisfatta dell’esecuzione, continuavo ad allenarmi finché non ci riuscivo. Ero assolutamente determinata.

Leggi l’intervista completa: iMpuls/Pattinare