Dolce velluto del Vallese

Attualità Da Migros trovate le deliziose albicocche vallesane. Tante varietà per un frutto simbolo di qualità svizzera, rinfrescante e utile per il sistema immunitario

Fiorisce per prima, dunque del Vallese non poteva che esserne… regina! L’albicocca non a caso i romani la chiamavano praecocium, cioè precoce. La sua è una storia millenaria che inizia ovviamente in Asia, in Cina (Manciuria), passa dal bacino mediterraneo, in particolare dall’Armenia – da qui il suo nome scientifico prunus armeniaca – poi da Siria e dalla Turchia, da dove è stata importata dai romani in Italia. Arriverà in Francia nel 15° secolo e finalmente in Svizzera, sulle rive del Rodano tra Sierre e Martigny, nella seconda metà dell’Ottocento. Oggi troviamo alberi di albicocche anche in California, Sud Africa e Australia. Pare che dobbiamo la presenza nel nostro paese della «Luizet», la varietà più diffusa fino agli anni Ottanta tra giugno e agosto, a un religioso con la passione per la botanica che, nella regione di Lione, iniziò a coltivarla, giungendo in Vallese grazie a un viaggiatore. Nel cantone ci sono coltivatori con alberi vecchi di 200 anni e ancora fruttiferi, e si contano quasi 700 ettari di frutteti, 150 produttori che dagli anni ’90 hanno diversificato la produzione con decine di varietà (precoci e tardive), la quale è capace di soddisfare la metà del consumo nazionale. Ma perché mai proprio il Vallese? Benché sia la regione più settentrionale d’Europa per la sua coltivazione, qui c’è un microclima secco e molto soleggiato, poca grandine e un’ottima irrigazione grazie ai famosi e antichi canali vallesani (bisses). Ciò fa sì che tutta la sponda sinistra del Rodano sia riservata a questo frutto: esposta a nord ritarda la fioritura e previene il gelo. Ecco perché il 96% delle albicocche svizzere è vallesano. Con quel suo inconfondibile colore tra il rosso e l’arancione, la sua buccia come velluto, il sapore dolce-acidulo, l’albicocca è profumata, rinfrescante, povera di calorie, ricca di vitamine, in particolare dell’antiossidante betacarotene che fa molto bene alla pelle, ma soprattutto utile al sistema immunitario perché aumenta le difese del nostro corpo. Che la si gusti al naturale o per altre ricette (crostate, sorbetti, marmellate, succhi ecc.), poco importa: l’albicocca è un raggio di sole in più che allieta la nostra estate! Infine il «marchio Vallese» è garanzia di qualità e di freschezza. In primavera i fiori vengono sfoltiti per poter cogliere il frutto nel momento giusto, ma soprattutto passa dall’albero ai rivenditori al massimo in un paio di giorni. Quando si dice… dal coltivatore direttamente al consumatore!
/ mj