Il salame Strolghino

Specialità Il prelibato salume emiliano alletta i palati più raffinati con il suo delicato sapore e l’inconfondibile morbidezza

Già nel 1700, nella tradizione contadina della Bassa Parmense, lo Strolghino veniva consumato come primo salame, ossia dopo appena 2-3 settimane dalla macellazione casalinga del suino e della relativa lavorazione delle carni. Da sempre viene preparato solo con carne magra proveniente dai ritagli della lavorazione dei pregiati culatello e fiocchetto. Il territorio di origine della specialità è il medesimo del culatello, ossia la provincia di Parma che si affaccia sul fiume Po, anche se poi col tempo la zona tipica si è diffusa anche alla restante parte dell’Emilia- Romagna e oltre, fino a includere la Lombardia e la Toscana. Se un tempo lo Strolghino si caratterizzava per una forma che ricordava un ferro di cavallo, oggi lo si trova generalmente allungato e cilindrico, con un diametro di ca. 3 cm. È un salame giovane, di corta stagionatura, composto dalla carne macinata in modo piuttosto grosso. Il budello di formato piccolo e sottile in cui è insaccato ne favorisce la breve maturazione. Si ritiene che una delle origini del suo nome possa derivare dal termine dialettale «strolga», ossia mago in grado di prevedere il futuro, per il fatto che la stagionatura di poche settimane dello stesso permetteva di capire se la maturazione degli altri salumi procedeva nel modo adeguato. Il salame Strolghino di distingue per il suo gusto delicatamente dolce, leggero, ed è idealmente da consumare quando è ancora morbido, tagliato a fette piuttosto spesse e servito accompagnato da pane croccante, formaggi saporiti e altri salumi della tradizione italiana. È venduto avvolto nella caratteristica carta paglia e va conservato in un luogo fresco.