Muoversi di più è un gioco da ragazzi!

Grazie a Pokémon Go i bimbi di colpo preferiscono scarpinare. Se c’è posta in gioco, anche gli adulti si muovono a piedi più spesso e volentieri.

Un videogioco che entusiasmi le mamme? Certo che esiste. Grazie a Pokémon Go, anche se piove i bimbi si avventurano a piedi di fuori a caccia di mostriciattoli virtuali. Il giochino è meno popolare che non un anno fa, quando poco dopo il lancio fu scaricato ben 700 milioni di volte su cellulare nel giro di pochissimo tempo. Vale comunque la pena sottolinearne i vantaggi: le ricerche effettuate dimostrano che chi gioca a Pokémon Go si muove del 26 percento in più rispetto a chi non gioca. In tutto il mondo finora sono stati contati 144 miliardi di passi di giocatori. Ciò equivale a ben 100 milioni di chilometri, ovvero 2500 volte la circonferenza della terra. E tutto solo per catturare delle piccole creature virtuali, che spuntano nei luoghi più disparati. Perché mai Pokémon Go riesce a sconfiggere quello spirito da pantofolai che spesso ci frena? La ragione è che questo, come molti altri giochi, stimola il nostro istinto di cacciatori e raccoglitori. Il bisogno di partire alla ricerca di qualcosa e la soddisfazione che ne deriva, sono profondamente ancorati nel nostro cervello. Il neuropsicologo Jaak Panksepp definisce il bisogno di cercare, il cosiddetto «seeking», come padrino di ogni sistema che pilota le nostre emozioni. Basti pensare che siamo permanentemente occupati a raccogliere informazioni che ci permettono di sopravvivere.

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