Pan Val Muröbia

Novità Il noto pane bigio della Migros entra a far parte della grande famiglia dei Nostrani del Ticino

Ingredienti locali
Uno dei valori aggiunti del Pane Val Morobbia è ora l’utilizzo di farine provenienti esclusivamente da cereali prodotti sul territorio ticinese, sul Piano di Magadino e nel Mendrisiotto. Il frumento è coltivato nel rispetto dei criteri IP-Suisse. Gli agricoltori non solo rinunciano all’impiego di fungicidi, insetticidi e regolatori della crescita, ma si impegnano a promuovere la biodiversità sui loro campi. La macinazione delicata avviene presso il Mulino di Maroggia, azienda attiva nel settore fin dal 1888.

Lunga lavorazione artigianale
Il Pane Val Morobbia è un pane bigio a base di farina di frumento e farina di segale che si caratterizza per la lavorazione tradizione, perlopiù manuale, e per la lunga lievitazione a basse temperature, ciò che permette di ottenere un impasto molto morbido. La tipicità del pane non viene in nessun caso modificata. L’utilizzo di pasta acida di frumento conferisce al prodotto finale un aroma e un gusto intensi, favorendone la bella alveolatura e permettendo altresì una migliore conservabilità del pane. Crosta croccante e mollica morbida sono pure segni distintivi di questo prodotto a km zero. La trasformazione è affidata agli abili panettieri della Jowa di S. Antonino.

Abbinamenti ideali
Il sapore intenso del Pane Val Morobbia si presta bene per essere abbinato a molte pietanze tipiche del nostro territorio. C’è chi lo apprezza per esempio accompagnato da qualche fettina di carne secca o salame nostrano per preparare un delizioso sandwich. I vegetariani lo gustano volentieri con della mozzarella, qualche fettina di pomodoro e foglioline di basilico fresco. Oppure che dire di servirlo con le pietanze alla griglia: davvero impagabile!

Una valle affascinante
Il Pane Val Morobbia nasce una ventina di anni fa con l’idea di omaggiare questa incantevole vallata del Bellinzonese. Tra le attrazioni più conosciute della Valle Morobbia c’è sicuramente la Via del Ferro, a Carena, l’ultimo paese della valle. In questo sito si può scoprire come lo sfruttamento delle vene ferrose fosse diffuso nei secoli scorsi.