Il Secolo Delle Donne

Yvonne Pesenti Salazar, in questa intervista rilasciata ad Azione, anticipa alcuni temi della sua conferenza “Il Secolo delle Donne”, che si terrà giovedì 18 all’Hotel Pestalozzi a Lugano.

Se nella storia dell’umanità c’è stato un momento in cui la sorte delle donne ha subito la svolta fondamentale che ha segnato la strada che ancora oggi percorriamo, esso è stato nel Novecento. Solo la storia recente ha infatti dato modo alle donne (e qui occorre fare un distinguo: ci riferiamo al mondo cosiddetto occidentale) di essere considerate prima di tutto come esseri umani, e proprio in quanto tali di godere di quei diritti che l’egemonia maschile ha sempre deliberatamente scelto di negare. La storica ticinese Yvonne Pesenti Salazar, per molti anni responsabile del Percento culturale Migros e della Scuola Club, nell’ambito di FORUM elle Ticino terrà una conferenza su questo argomento.

Yvonne Pesenti Salazar, partiamo dal titolo di questa conferenza: perché il Novecento è da considerarsi il secolo delle donne?
Il 900 è un secolo che si contraddistingue per vari mutamenti epocali. Fra questi quello più importante e forse più duraturo è sicuramente rappresentato dai profondi cambiamenti che riguardano la condizione delle donne e l’emancipazione femminile.

Lei parla del Novecento come del secolo delle donne. Com’è possibile allora, che nel 2018 si lamentino ancora disparità salariali e, proprio in questi giorni, si denuncino tutta una serie di abusi nei confronti delle donne?
Il cambiamento è certamente avvenuto e le trasformazioni, profonde e radicali, ci sono state. Esse hanno toccato diversi ambiti: il lavoro, la cultura e la politica, e l’ambito famigliare, ma è soprattutto nel rapporto tra i sessi che ha avuto luogo uno stravolgimento. Ciò non toglie che il percorso sia ancora lungo: non abbiamo infatti ancora raggiunto la piena parità tra uomo e donna. Tuttavia oggi c’è una consapevolezza diversa riguardo alla presenza delle donne nel mondo del lavoro e non solo, per cui mi auguro che gli errori che ancora sussistono si potranno correggere.

Quali sono state le tappe di questo cambiamento?
Un contributo importante è stato dato dalle due guerre, il 1918 e il 1945 rappresentano altrettanti momenti di cesura, in quanto la guerra, con gli uomini al fronte ha permesso alle donne di entrare nel mondo del lavoro e di prendere parte alla vita pubblica. Un’altra grande accelerazione si è verificata a partire dal 1968. Se pensiamo all’Ottocento, un periodo di involuzione per quanto riguarda la condizione femminile, occorre riconoscere che i cambiamenti subentrati nel 900 sono stati enormi, radicali e irreversibili.

Quali sono stati i più importanti fattori del cambiamento?
Sono fondamentalmente quattro: l’entrata in massa delle donne nel mondo del lavoro salariato extradomestico; l’accesso all’istruzione; la conquista dei diritti politici e della parità sul piano istituzionale. L’ultimo fattore riguarda la maternità e la sessualità: la maternità non è più una condizione che comporta pericoli e la contraccezione ha permesso alle donne di affrancarsi dal ruolo unicamente riproduttivo. Infine è cambiato il ruolo della donna nel rapporto di coppia e nella famiglia.

Durante la conferenza il suo discorso si concentrerà anche sulla situazione svizzera?
Per quanto riguarda l’emancipazione femminile mi riferisco a quello che è riconosciuto come uno sviluppo comune alla società occidentale (in particolare Stati Uniti ed Europa). Sono infatti riconoscibili dei parallelismi per ciò che riguarda la conquista dei diritti politici o il ruolo delle donne nel mondo del lavoro. In Svizzera alla fine dell’800 ci sono movimenti femminili molto importanti, che tentano di accedere presto ai diritti politici. La conquista del diritto di voto arriverà tuttavia solo nel 1971. Questo ritardo non è però da imputare a una particolare arretratezza delle donne svizzere, ma piuttosto al sistema della democrazia diretta. Infatti nel campo dell’istruzione, nella vita professionale e anche per quanto riguarda i rapporti tra i sessi la Svizzera è sempre stata al passo con gli altri paesi occidentali.

Cosa direbbe alle donne di oggi?
Non dobbiamo pensare che i diritti conquistati siano acquisiti una volta per tutte. Viviamo in un’epoca in cui il lavoro torna ad essere precario e per le donne il pericolo di tornare ad essere dipendenti economicamente è reale. E non dobbiamo poi dimenticare che in altre parti del mondo e in altre realtà sociali e culturali l’emancipazione femminile è ancora un traguardo lontano.

Dove e quando
Novecento: il secolo delle donne. Lugano, Hotel Pestalozzi, giovedì 18 gennaio 2018, 16.30
Per iscriversi e informazioni: simona.guenzani@forum-elle.ch; tel. 091 9238202