Sua Altezza Il Pomodoro!

Attualità Un po’ di storia e curiosità sulla produzione ticinese col direttore della Foft di Cadenazzo, Marco Bassi

Chi regna nell’estate ticinese? «Sicuramente il principe è il pomodoro, lo dice già il nome!» ci dice entusiasta Marco Bassi, direttore della Federazione ortofrutticola ticinese (Foft) e della società commerciale Tior SA. Queste salutari bacche rosse, importate dagli spagnoli dall’America del sud e poi diffuse in tutte le terre del Mediterraneo, fino al caldo sole del Ticino, hanno contraddistinto per anni la Foft, a cui manca un ventennio al centenario. «Siamo partiti nel marzo del 1937, dove già allora il pomodoro era il prodotto principe. C’era addirittura un fondo di compensazione, che oggi non c’è più, per sostenerne la coltivazione» ricorda Bassi. La Foft ha permesso di coordinare la produzione locale e rispondere meglio al mercato. Partita con un magazzino in un piccolo locale di via Ariosto a Lugano, riporta la cronaca di allora, la Foft si è poi trasferita a Giubiasco e poi nell’attuale moderna sede di Cadenazzo. Da giugno a ottobre del 1937 la Foft vantava già «uno smercio di oltre 400 vagoni di prodotti ticinesi», quasi 10mila quintali, pomodori compresi ovviamente. Nel 1959 erano già 75mila i quintali. Agli albori della Foft si contavano circa 400 aziende a conduzione famigliare dedicate al pomodoro, ci dice Bassi. Oggi sono solo 34, perché «si va sempre verso aziende un po’ più grandi, con gli anni si è avuto lo sviluppo di coltivazioni e di quantitativi sempre in aumento» spiega. Non solo. «Sono cambiate le varietà, ma anche le condizioni di coltivazione. Si piantava a terra e in pieno campo, oggi è quasi tutto fuori suolo, in serra o sotto copertura» racconta. Il più conosciuto era il classico pomodoro liscio e tondo, oggi «abbiamo cherry, cherry ramati, datterini, cuori di bue, carnosi, Merinda ecc.». Tutte varietà che esistevano già, precisa Bassi, ma erano conosciute altrove. E la sua varietà preferita? «Il Kumato, una selezione di una vecchia varietà, il cui tasso zuccherino è più alto e l’acidità inferiore. Inoltre rispecchia il gusto e il sapore che la gente riconosce come quello di una volta», rivela. Quelle più richieste in Ticino «sono il ramato e il ramato cherry!» dice Bassi, un pomodoro che, si pensi, solo venti anni fa era sconosciuto. «Alla Foft abbiamo anche i nostri produttori, sia convenzionali sia biologici, un tipo di coltura che prende sempre più piede!» fa notare Bassi. Biologico significa per esempio valutare il tipo di concime o di letame, l’uso di estratti di ortiche contro i pidocchi al posto della chimica. «Il 70% dei nostri pomodori è esportato oltre Gottardo, perché da tempo produciamo di più della richiesta locale, inoltre il mercato ticinese è piccolo. Una volta si trasportava tutto con la ferrovia, a volte nemmeno nei frigoriferi! » ricorda Bassi. «Come Foft lavoriamo con la verdura di stagione, un trend che cavalcano anche i vegani. Quello che vogliamo far conoscere al consumatore è anche la stagionalità, da aprile a novembre, come da dicembre a marzo, grazie alla coltivazione in serra, ma anche il territorio. E con Migros lo facciamo volentieri!» conclude Bassi. / mj

Pomodori Nostrani alla Migros e degustazioni
Attualmente sugli scaffali dei supermercati di Migros Ticino la scelta di pomodori ticinesi è ampia e variegata. La gamma include una ventina di varietà coltivate secondo i criteri della produzione integrata, sia quelle provenienti da coltivazione biologica, come per esempio pomodori tondi tradizionali, carnosi, cherry, cuore di bue, peretto, ramato, kumato, intense e datterino. Inoltre, il 10 e 11.7 (presso le Migros di Bellinzona, Locarno e Serfontana), il 12 e 13.7 (Giubiasco, Arberdo-Castione e Agno) e il 19 e 20.7 (S. Antonino, Lugano e Taverne) potrete degustare alcune varietà di pomodori ticinesi accompagnate da aceto balsamico e büscion di capra, naturalmente anch’essi della linea dei Nostrani del Ticino.