Terra in vista!

Quanto mi piacerebbe essere un topo di campagna! Sono pochi a parlarne così apertamente, anche se i sondaggi rivelano che nel nostro paese la stragrande maggioranza sogna una vita agreste. Ma da dove viene questo desiderio? Per scoprirlo siamo partiti per un‚allegra scampagnata.

Che cos’è «la campagna»? La domanda è scontata solo in apparenza, come dimostra un’inchiesta spontanea condotta tra conoscenti residenti in città. Le risposte: «tutto fuorché Zurigo e Ginevra», «la fattoria, le mucche e gli alberi», «un paesaggio intatto», «dove ci si dice buongiorno, buonasera e ci si incontra nelle bettole di paese». La lista delle definizioni può essere estesa a piacimento, a riprova di ciò che scrisse il sociologo e artista basilese Lucius Burckhardt nel 2006, in un articolo che sosteneva che il bel paesaggio va cercato negli occhi di chi guarda. L’immagine che abbiamo della campagna nasce infatti dall’esperienza personale e dalle impressioni raccolte nel corso della nostra vita. Si tratta di visioni idealizzate, sulla realtà oggettiva si posa il filtro del vissuto soggettivo. Ciò che ognuno considera come «campagna» o «bel paesaggio» è questione di punti di vista e della nostalgia che ci portiamo dentro.

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