Sono tornate le rinomate albicocche del Vallese
Attualità: Alcuni fatti e informazioni utili su questi straordinari piccoli frutti provenienti dal vicino Cantone, ora disponibili al reparto frutta della tua Migros

Origini
L’albicocca ha origine asiatiche, in particolare della Cina, Mongolia e Turkestan, per poi giungere nel bacino mediterraneo probabilmente in epoca romana attraverso l’Armenia. Oggi il frutto è coltivato in molte regioni del mondo, in Europa soprattutto nei paesi a clima temperato come Spagna, Italia e Grecia, dove, grazie alla buona insolazione, sviluppa pienamente il suo tipico sapore zuccherino.
Carnose, profumate e sane
L’albicocca è un frutto delicato che si distingue per la sua polpa carnosa e profumata, che raggiunge l’apice a piena maturazione. Esternamente si presenta con il suo vivace colore giallo-arancione, con sfumature rossastre in alcune zone. Ma il frutto non è solo bello e buono, contiene anche preziose sostanze nutritive, come le vitamine A e C e minerali quali ferro, magnesio e potassio.
Un frutto versatile
Le albicocche si adattano a moltissime ricette, sia dolci che salate. Sono naturalmente deliziose da sole, ma si prestano ottimamente per crostate di frutta, torte, confetture, dessert, gelati e arricchiscono pietanze a base di carne, formaggi e anche insalate.
Dal Vallese con passione
Come è noto, in Svizzera il maggior produttore di albicocche è il Vallese, dove i frutti hanno trovato il clima ideale per crescere e maturare al meglio. Il primo albicocco fu piantato dal botanico Gabriel Luizet, nel 1838, da cui prende il nome anche la celebre varietà Luizet. Le coltivazioni di albicocche si concentrano soprattutto nella valle del Rodano, tra Sierre e Vernayaz.
Qualche cifra sulle albicocche vallesane
Secondo l’Associazione Interprofessionale Ortofrutticola del Vallese, quest’anno il raccolto di albicocche risulterà inferiore di ca. il 30% rispetto alla media degli ultimi quindici anni, ma con una qualità dei frutti eccellente. Il motivo è dovuto alle gelate primaverili e al fenomeno dell’alternanza. Le diverse varietà coltivate, da quelle precoci a quelle tardive, come Luizet, Kioto, Delicot, Bergarouge o Lady Cot, permettono di soddisfare la domanda fino a fine agosto. Per il 2026 si stima un raccolto di ca. 5200 tonnellate. I frutteti vallesani si estendono su una superficie di 651 ettari, di cui 72 ettari dedicati alla produzione biologica. Scegliere le albicocche del Vallese significa portarsi a casa dei frutti saporiti, coltivati localmente da produttori appassionati e raccolti al giusto grado di maturazione.

LA RICETTA
Crostata alle albicocche
Per una tortiera di 28 cm Ø
- 1 kg di albicocche
- 3 cucchiai di zucchero
- 1,5 dl di panna semigrassa
- 1 uovo
- 30 g di mandorle macinate
- Zucchero a velo da cospargere
Pasta
- 250 g di farina
- 100 g di zucchero
- 125 g di burro freddo
- 1 uovo
Preparazione
- Per l’impasto mescola la farina e lo zucchero. Unisci il burro a fiocchi. Strofina il burro e la farina tra le mani fredde fino a ottenere un impasto di tante briciole. Sbatti l’uovo e incorporalo. Impasta tutto velocemente e appiattisci l’impasto con la mano. In questo modo si raffredda più velocemente e sarà più facile da lavorare. Avvolgi l’impasto nella pellicola trasparente e mettilo in frigo per ca. 30 minuti.
- Scalda il forno statico a 200 °C (calore superiore e inferiore). Per la farcitura, dimezza e snocciola le albicocche, poi tagliale a spicchi.
- Sbatti lo zucchero e la panna con l’uovo.
- Stendi la pasta su un foglio di carta da forno delle dimensioni della teglia. Trasferisci la pasta con la carta da forno nella teglia. Forma il bordo premendo la pasta contro lo stampo. Bucherella il fondo con una forchetta. Cospargi con le mandorle.
- Distribuisci gli spicchi di albicocca sulla pasta e premile leggermente. Copri con la crema. Cuoci la crostata al centro del forno per ca. 30 minuti.
- Prima di servire, spolvera a piacimento con lo zucchero a velo.

















